Vabbè il film è il solito capolavoro assoluto che ti riconcilia col cinema, nonostante la sala sia la 4 del Modernissimo, del resto basta dare uno sguardo qui per capire che è piaciuto assai, e non solo ai soliti ingrippati per il cinema coreano o ai sedicenti cinefili.Però c'è una cosa che non mi ha convinto, ed è proprio lei. Perchè una donna? La Lady poteva tranquillamente essere un Sir, e la trama non ne avrebbe risentito minimamente. Insomma come se Park Chan-wook avesse voluto rispondere alle critiche di mancanza di spessore dei suoi personaggi femminili facendo un film centrato sulle donne. Solo che i personaggi non sono donne, sono interpretati da attrici. Ohdaesu, il protagonista di Old Boy, può essere solo un maschio: ve la immaginate una donna che fa quella scelta nel finale?Geum-ja è una donna, ma nelle sue scelte è molto maschile. E comunqe la locandina italiana e' orrenda.

Attenzione vagamente spoileroso**
Dalla visione di Brokeback Mountain (due ore emozionanti come un'attesa dal dentista) mi restano alla fine due battute: quando la figlia del biondino dice al padre che sta andando a "pescare" con l'amico: "Papà, papà ti prego portami un pesce bello grosso" e quando uno dei due inizia a frequentare l'infermiera Sam di E.R., (che però non si chiama infermiera Sam e non sta ancora con Luka il croato) e dice "Esco con una in gamba, fa la barista, ma studia da infermiera."
Comunque se anche Federica, che ho visto commuoveri persino durante una puntata di Scrubs, resta assolutamente impassibile alla notizia della morte del brunetto, forse qualcosa nel film non funziona del tutto.*il titolo del post è preso da qui
** spoileroso significa che rivelo qualcosa del finale, 'gnurant
"Uno che non sa fare nulla ed essendo stato defenestrato da Rifondazione ha dovuto fare un nuovo partito perchè non aveva alternative. Uno che cerca di dare di se stesso un’immagine massimalista, quando semplicemente non ha idea di cosa stia parlando." commento letto su suzukimaruti e che non posso non riprendere.

La carriera di Steven Bradbury (fisico statuario, 1,78 m per un peso forma di 80 kg) pareva destinata a buoni risultati, grazie alla vittoria della medaglia di bronzo nella staffetta 5000 m alle Olimpiadi di Lillehammer nel 1994. Ma subito dopo i Giochi subisce un gravissimo infortunio: in una gara individuale di short track ai campionati mondiali di Montreal, riporta una profonda ferita causata dalla lama di un pattino di un avversario con cui si era scontrato. La lama giunge fino all'arteria femorale e Bradbury perde 4 litri di sangue, rischiando addirittura la morte per dissanguamento: occorrono ben 111 punti di sutura e 18 mesi di riabilitazione, ma l'incidente ne mina irreversibilmente il talento. Altro grave infortunio lo subisce in allenamento nel 2000, quando si frattura il collo e deve passare 6 settimane con un collare ortopedico. Le chances di vittoria di un grande titolo paiono svanite per Bradbury, che tuttavia decide di proseguire, fino ai Giochi del 2002E' con un bagaglio di sfortuna come questo che l'audace Bradbury non demorde, e decide lo stesso di coronare la propria carriera con la partecipazione alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City 2002, prendendo parte ai 1500 m (dove esce al secondo turno) e ai 1000 m short track. Qui l'australiano viene già dato per spacciato ai quarti di finale, dove i due posti per la qualificazione alle semifinali sembrano "prenotati" dall'americano Apolo Ohno e dal
francese Marc Gagnon, candidati all'oro. Dopo un avvio disastroso Bradbury guadagna terreno, riesce a superare il giapponese Naoya Tamura e strappa il terzo posto, che però non basta per qualificarsi. Senonché il francese Marc Gagnon, giunto primo, viene squalificato, rimettendo dunque Bradbury in corsa. In semifinale per l'australiano ci sono il cinese Li Jiajun, il canadese Mathieu Turcotte, il sudcoreano Kim Dong-Sung e il giapponese Satoru Terao. Bradbury parte come al solito male, restando nelle retrovie per quasi tutta la gara. All'inizio dell'ultimo giro cade Terao, ma per Bradbury pare finito tutto, finché Turcotte e Kim si ostacolano a vicenda, cadendo ad un passo dalla fine e lasciando strada sgombra a Bradbury. In finale Bradbury ritrova Jiajun e Turcotte (ripescato) e l'idolo di casa e favoritissimo Apolo Ohno, oltre al sudcoreano Ahn Hyun-Soo. Stavolta il miracolo pare non ripetersi: gli avversari, troppo più forti, si staccano subito, lasciando Bradbury con diversi metri di svantaggio già alla fine del primo giro. Ma all'ultimo passaggio il colpo di scena: dopo un capitombolo di Jiajun, restano a contendersi l'oro Ohno, Turcotte e Ahn, con Bradbury lontanissimo. Lo statunitense commette un'evidente scorrettezza, sferrando una gomitata ad Ahn che allarga, investendo Turcotte e coinvolgendo anche Ohno
nell'impatto.
L'americano tenta disperatamente di rialzarsi, ma in quell'istante sopraggiunge in tutta tranquillità Bradbury che coglie un oro clamoroso (tempo, 1.29.109), il primo vinto alle olimpiadi invernali da un atleta australiano (ma anche dell'Emisfero Meridionale). Dirà Bradbury: «Non ero certamente il più veloce, ma non penso di aver vinto la medaglia col minuto e mezzo della gara. L'ho vinta dopo un decennio di calvario». Il video della gara, col commento della Gialappa.Ringrazio Nuanda80 per la segnalazione
Puntuale come una cambiale, la cronaca di whitespot.Appuntamento a venerdì: come Del Piero in coppa lo spazio è per me.
Fantastico, sono entrato nella top 15 marcatori senza giocare per un mese.
Altro che Ciampi. Il discorso di fine d'anno di Guido Trombetti!!!!in streaming
Quest'anno George W. Bush si è fatto male con un cedro.
Non è la prima volta che strane ferite vengono giustificate nei modi più improbabili. Mi ricordo che qualche tempo fa era stato morso dal suo cane, mentre una rapida ricerca in google mi ha fatto trovare quest'altra foto, giustificata come "caduta dalla bici"
Un'imbranato della peggiore razza, o c'è dell'altro?
Il 31 dicembre del 1995 veniva pubblicata l'ultima strip di Calvin e Hobbes. I due fuori nella neve fresca si divertono nella meraviglia di una giornata invernale. "È un mondo magico, Hobbes, vecchio mio..." "...andiamo ad esplorarlo!".
Il livello di ogni striscia di Calvin e Hobbes è altissimo, ci sono giochi di parole il più delle volte intraducibili, diverse chiavi di lettura che rendono la striscia godibile da un pubblico che va dai bambini ai ricercatori universitari in filosofia, e lo stile grafico è semplicemente sublime (retrospettive di Bill Watterson sono state ospitate dai principali musei d'arte degli Statu Uniti).Inoltre Watterson, unico nel mondo del fumetto, ha sempre rifiutato ogni tipo di "gadgetizzazione" della sua opera: l'integrità del fumetto e del suo artista sarebbero state minate dalla commercializzazione, vista come la principale influenza negativa sul mondo dell'arte. Per intenderci l'esatto opposto di quello che ha fatto Shultz coi suoi Peanuts.Watterson ha avuto l'incredibile coraggio di smettere al culmine della sua carriera, molto molto prima che Calvin e Hobbes iniziassero a cavalcare lo squalo, proprio per evitare che il livello dell'opera si abbassasse, rinunciando non solo alla fama, ma soprattutto a decine di milioni di dollari. Un incredibile esempio di coerenza artistica, quella che per esempio è mancata a Matt Groening con i Simpson (e il personaggio di Bart deve tentissimo a Calvin).Per chi volesse saperne di più la voce Calvin & Hobbes su Wikipedia è fatta benino.