La diminuzione del numero di post sul mio blog è dovuto, in ordine crescente di importanza, ai seguenti motivi:
- ho altri pensieri
- non ho nulla da dire su nulla, non ho interesse alcuno e ho smesso di andare al cinema e leggere libri
- fa caldo
- STO CERCANDO DI ENTRARE NELLA TOP 10 ALL TIME DI NEWSBREAKER: tra l'altro ho scoperto che oltre il decimo livello non si va, quindi davvero la soglia è quella dei 65mila punti (per ora il mio personale è 63860)
Se col T9 scrivi "è un maschio" esce scritto "è un marchio"

Come molti ricorderanno per esperienza diretta, verso la fine degli anni ’70 primi anni ’80 le televisioni Italiane furono invase dai giapponesi. I cartoni animati giapponesi.
Costavano poco* , potevano essere interrotti dalla pubblicità e andavano di moda. Insomma l’uovo di colombo per l’industria televisiva; e anche per le mamme, che ci potevano abbandonare dalle 16 alle 18 davanti alla tv certe di ritrovarci lì.
Fondamentalmente esistevano 2 tipi di cartoon (che poi anni dopo avremmo scoperto chiamarsi Anime), quelli per maschietti e quelli per femminucce. Guai ad un maschietto che si fosse dichiarato fan di Candy o di Bia, e mai una femminuccia si sarebbe appassionata a Goldrake o a Hurricane Polimar. Oddio c’erano anche i cartoni un po’ meno chiari, tipo Lady Oscar o Lamù**, ma diciamo la verità, a noi piacevano soprattutto i robot***.
Oggi la storia si ripete.
Non sono cartoni animati giapponesi, sono serie televisive americane, ma la logica è esattamente la stessa e, curiosamente, il pubblico anche: i decenni di allora cresciuti.
Solo quest’anno ho seguito in maniera a volte sporadica, a volte sistematica E.R., Scrubs, House, Grey,
E lo schema è esattamente lo stesso: serie per maschietti e serie per femminucce.
Solo che, mentre anni fa i cartoni per maschietti erano la stragrande maggioranza, e noi potevamo dilettarci in appassionanti discussioni dialettiche per stabilire chi avrebbe vinto tra Goldrake e Mazinga, adesso purtroppo in tutte queste serie si cerca l’inutile, noioso, incomprensibile approfondimento psicologico dei personaggi. Diciamo la verità quale maschietto è interessato ai problemi di una qualunque delle casalinghe di Desperate Housewives? Chi chi chi (3 volte chi) si identifica in una rompiballe come Grey? Chi non ha maledetto le puntate di Lost con i problemi di coppia dei coreani?
Mi corrucciavo in questi (e in verità anche altri) pensieri, quando una sera di inizio giugno ho scoperto
Che dire? come descriverla a chi non l’ha vista, senza cadere nell’agiografico?
Basta dire una sola cosa: hanno i superpoteri.
E’ la serie che, noi maschietti, aspettavamo da sempre, prima di tutto ci sono i buoni che non sanno di essere buoni, ma che sono buonissimi, c’è il cattivo che è così cattivo che più cattivo non si può, e c’è un cattivo che poi diventa buona, ma che forse è cattivo. E soprattutto NIENTE STORIE D’AMORE. Nessun inutile triangolo tipo Jack, Kate, Sawyer: uno ce n’è all’inizio ma dopo poche puntate il più geniale degli sceneggiatori lo termina nel più definitivo dei modi, nessun turbamento emotivo, nessun dubbio.
E perché poi dovrebbero averne? Hanno i superpoteri e devono salvare il mondo. Anzi no il contrario: devono salvare il mondo e hanno i superpoteri.
*A volte non costavano nulla: Gundam non fu trasmesso per ventenni perché era stato di fatto piratato
**Lamù fu importato in Italia nel 1982 da Telecapri.
*** A me in verità piaceva Conan di Miyazaki, ma ho sempre avuto gusti raffinati.
Il più bel lungometraggio di Lupin III a luglio nei cinema
Mai parlare male dei gay. Soprattutto se sono una percentule notevole degli spettatori del tuo show.

Passante- Che bel bambino come si chiama?
Giovane padre - Vincenzo
Passante- Mi piacciono i nomi con la B
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Passante- Che bel bambino come si chiama?
Giovane padre - Vincenzo
Passante- Ah. Però è molto bello.
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Passante- Che bel bambino come si chiama?
Giovane padre - Vincenzo
Passante- E come mai?
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Passante- Che bel bambino come si chiama?
Giovane padre - Vincenzo
Passante- (...)
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Comunque a Le Bron lo tutelano assai