Satoshi Kon è un grandissimo regista, Satoshi Kon è un pazzo, Satoshi Kon è un visionario ecc. ecc.
Ciò detto: Paranoia Agent.
Ho visto i 13 episodi quest’estate, due notti di seguito. In Paranoia Agent c’è tutto, da Fellini al Signore degli Anelli, passando per Cronenberg ed Akira (abbondantemente citato nel Gran Finale), con inoltre le due più belle sigle dai tempi di Cowboy Bebop,ed il finale ciclico e aperto, e io impazzisco per i finali ciclici e aperti
Paranoia Agent è principalmente la storia dell’indagine di due agenti sulle misteriose aggressioni di un manico, Shonen Bat, ma la trama, comunque perfetta e coerentissima nonostante a partire dal settimo episodio si sposti quasi totalmente sul piano onorico, è sostanzialmente un pretesto per parlare di solitudine, alienazione, dissonanza cognitiva, rifiuto dei propri limiti ed errori, fuga dalla realtà (che ha nel suicidio – al centro dell’episodio 8- la sua forma massima) e probabilmente di centinaia di altre cose che non ho potuto capire*.
E quindi per dirla con Filippo Mozzarella “Tolto Hayao Miyazaki (non occorre che ve ne spieghi i motivi), il quarantaquattrenne Satoshi Kon è il più grande regista di anime vivente. Punto. E probabilmente uno dei quattro/cinque autori di cinema tout court più importanti fra i nipponici contemporanei. Punto e virgola. Dunque, uno delle due dozzine scarse di cineasti esistenti al mondo in grado di far compiere al cinema ancora qualche minuscolo accenno di avanzamento. Punto esclamativo. Purtroppo, caro lettore italiano non otaku, la conoscenza del suo lavoro ti è stata finora preclusa.”
Insomma, se proprio non volete recuperarvi l'opera omnia, almeno noleggiate Paprika al Blockbuster, invece delle solite stonzate americane.
* ad esempio ho scoperto che sul finire dell'ultimo episodio viene completato un laborioso calcolo che ci si portava dietro dal primo e compaiono i caratteri di A-NI-ME (ア - ニ - メ).

"Si chiede l'intervento dell'esercito (quasi una guerra: contro i rifiuti. O contro gli abitanti della Campania?) e non si ha il coraggio, e nemmeno l'idea, di proibire, almeno temporaneamente, la distribuzione di prodotti usa e getta e di merci imballate in contenitori inutili, a partire dall'acqua cosiddetta minerale che molte volte è più inquinata di quella del rubinetto. Ci si chiede come una persona intelligente e osannata come Bassolino possa essersi fatto sopraffare da un problema che ingigantiva giorno per giorno in quel modo davanti al suo naso. Ma è nella natura del potere chiudere gli occhi di fronte all'evidenza. Un altro personaggio altrettanto potente e osannato sta rimettendo in piedi la produzione italiana di automobili senza voler vedere che il prezzo del petrolio e il suo esaurimento metterà in ginocchio tutto il settore proprio quando lui penserà di aver risolto i problemi della sua azienda. "
Da il manifesto, 8 gennaio 2008

Come i miei 4 lettori abituali* si ricorderanno io catalogo i libri che leggo fino in fondo. Come l’anno scorso e come per i film, ecco il post riassuntivo.
Nel 2007 ho letto 19 romanzi**
Di questi 19 romanzi 8 sono italiani, 10 anglosassoni (7 statunitensi, 3 inglesi , 1 indiano), e 1 francese.
4 sono editi da Einuadi, 4 da Mondadori, 3 da Feltrinelli, 2 da Rizzoli, 1 ciascuno da Laterza, Frassinelli, Sperling, Bompiani, Meridiano Zero e Instar Libri
6 li ho giudicati bene o male insufficienti, e tra questi tre davvero brutti, quindi preferisco non parlarne.
Per quanto riguarda gli alti, a cinque ho dato
Per entrare nel dettaglio, quest’anno c’è stato il ritorno il libreria di Wu Ming e, finalmente dopo 5 anni Valerio Evangelisti ha pubblicato un nuovo romanzo di Nicolas Eymerich.
Entrambi i libri sono stati, in modo diverso, una delusione. Manituana, e lo dico da Giapster con profondo dispiacere, è un libro sostanzialmente noioso. Ne La luce di Orione sembra abbastanza chiaro che Evangelisti è ormai stanco del suo personaggio. Peccato, comunque grazie lo stesso, Valerio.
Gli altri 3,5 sono un libro di Stephen King, uno di Forsyth (comunque due bei romanzetti da spiaggia e in Forsyth c'è sempre un grandissimo lavoro di ricerca e documentazione) e il sorprendente Actarus, la vera storia di un pilota di robot, a cui probabilmente darei anche 4 e che ho consigliato molto in giro. In sostanza l’autore, Claudio Morici, prende uno dei personaggi simbolici della mia (nostra) infanzia e lo descrive come un disadattato, in un mondo non suo. Ma soprattutto, e qui sta la bellezza del romanzo, così facendo riesce a parlarci del presente, della guerra in Iraq, del terrorismo, dell’alienazione, della solitudine.
I 4 sono, scusate la ridondanza, 4.
L’interessante romanzo inchiesta di Francesco Piccolo, che è uno dei miei scrittori preferiti e persino i film per i quali collabora alla sceneggiatura in genere non sono malvagissimi, l’ultimo di Douglas Coupland che è un genio e non si discute. American Tabloid di Ellroy non lo scopro certo io e l’ultimo di Jonathan Coe, che per la prima volta cerca di non essere troppo politico e di raccontare una storia. Un bel libro dopo il deludente Circolo Chiuso, solo che, come tutti i libri di Coe ha un finale triste.
Tre 4,5. La strada di McCarthy, secondo Nick Hornby il romanzo più angosciante mai scritto, di cui ho parlato qui. Mattatio n.5 o la crociata dei bambini di Kurt Vonnegut, morto pochi giorni dopo che io avessi finito il suo libro****, non so bene perché non sia un 5. Probabilmente perché mi sono sbagliato o volevo fare il figo, sicuramente il romanzo più bello che ho letto quest’anno, una storia sull’autodeterminazione, il libero arbitrio e la guerra. Poi in mezza giornata ho letto questo romanzo sul basket di Emilano Poddi, dal titolo Tre Volte Invano, per il quale è scattata l’immedesimazione totale, come non mi capitava da anni. E’ senza dubbio il più bel libro sul basket che io abbia mai letto, tutti quelli che giocano a basket dovrebbero leggerlo. Purtroppo le due cose (giocare a basket e leggere) spesso non vanno di pari passo.
L’unico 5 di quest’anno è stato Le Correzioni di Franzen, quarantenne talento statunitense, che spero ci regalerà tanti romanzi in futuro. Un signor libro, complesso, coerente, divertente, sorprendente, insomma il romanzone che piace a me e che infatti l’autore ha impiegato una decina d’anni a scrivere.
Insomma anche quest’anno ho alzato la media di lettura italiana, nel 2008 vorrei esplorare territori da me meno conosciuti, per esempio scoprire qualche bel romanziere arabo o cinese, anche se sojo certo che alla fine qualche bel mito mondatori a 6 euro ci scapperà sempre.
* non è un modo di dire, sono proprio 4, anzi siete 4. Ciao!!
** ricordo che, anche per quest’anno – ma forse cambio nel 2008- sono esclusi i fumetti, i saggi e tutti i libri che abbiano la parola economia dentro.
*** inoltre ho speso parte delle mie vacanze estive a scalare Underworld di DeLillo e mi sono arreso verso pagina 450
**** Non credo ci sia un nesso, ma non si sa mai e quindi uno sguardo all’autobiografia di Berlusconi ce lo do.
Come l'anno scorso, a futura memoria:
13 volte al cinema: obiettivo minimo non raggiunto, ma per ovvi motivi. 6 volte al Filangieri, 2 volte a Roccaraso, 1 volta al Plaza, all'America Hall, al Warner, al Vittoria e a Procida.
5 film italiani, 4 statunitensi, 2 francesi, 1 finlandese e 1 giapponese
A parte Cagliostro. che è fuori classifica, mi è piaciuto un solo film e la maggioranza è una scelta di compromesso e i film che sarei voluto andare a vedere in sala non li ho visti e li ho recuperati dopo su dvd (prossimamente un post su alcune cosette viste su dvd, veramente belline)
In ogni caso il mio classificone 2007 è il seguente
Fuoriclassifica: Cagliostro
Mi è piaciuto: Mio Fratello è Figlio Unico
Mi sono quasi piaciuti pur essendo noiosi: Centochiodi, Le Luci della Sera
Non mi hanno fatto schifo: Michael Clooney, Lezioni di Volo
Non mi è piaciuto: Simpson il Film
Facevano Schifo: L'Arte del Sogno, La Voltapagine, Saturno Contro
Mi sono vergognato di essere in sala pur essendo film di Roccaraso: Un Ottima Annata, L'Amore Non Va in Vacanza
E' una vergogna ci siano film così e la gggente è talmente stupida e ignorante che se li va a vedere, esce dalla sala che non si è neanche resa conto di essersi visto un film vergognoso, si lamenta della munnezza e poi continua a votare placidamente per le stesse lobby di potere: Giorni e Nuvole
Obiettivi per il 2008: riuscire ad andare al cinema