Allora c’è questo libro che oggettivamente è scritto molto bene. Oddio lo stile è quello che si definisce ‘asciutto’, quando gli si vuole fare un complimento, ‘furbo’ negli altri casi. I periodi non superano mai le 2 righe, spesso sono composti da non più di 5-6 parole: soggetto predicato complemento e i paragrafi sono tutti lunghi non più di mezza pagina, spesso molto meno. Tutto ciò rende la lettura estremamente facile e, siccome il libro ha avuto ovunque recensioni strapositive ed ha vinto il Pulitzer quest’anno, ci si sente anche molto intellettuali nel leggerlo. Qui ad esempio la critica si Nick Hornby nella sua rubrica mensile su The Observer, in Italia tradotta da Internazionale (critica che in realtà non è così positiva, a leggerla bene).
Il libro è “
Siamo alla fine del ventesimo secolo, il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti. Tuttavia la razza umana era sopravvissuta. Mai, mai, scorderai l'attimo, la terra che tremò
L'aria si incendiò e poi silenzio. E gli avvoltoi sulle case sopra la città senza pietà.
Chi mai fermerà la follia che nelle strade và.
Insomma nel leggerlo ho avuto la forte sensazione di entrare in un mondo conosciuto.
