"La verità è che io ho sempre scopato con chi e quando volevo. O potevo. Scopavo con altre prima di sposarmi con Teresa, quando Teresa era incinta, dopo essermi sposato con Teresa, dopo che è nata Beatrice; ho continuato a scopare e scoperò adesso che Teresa se n'è andata.(...) Ho scopato migliaia di volte a casa quando Teresa e Beatrice non c'erano, e quattro o cinque volte, quando Beatrice era ancora abbastanza piccola da non scendere da sola dalla culla o dal lettino; ho scopato anche con beatrice di là che dormiva, di pomeriggio o di notte se Teresa era fuori per lavoro. E' successo tante volte che ho scopato con altre donne nello stesso giorno in cui ho scopato con Teresa; ho scopato con amiche di Teresa, con la babysitter, con qualche cliente, con le mie amiche. E una volta anche con la madre di Teresa." pp.55-56
"Credo sia impossibile spiegare a chi non ha figli cosa sia avere un figlio. Perchè non è il contrario di non averlo. E' qualcos'altro. Avere un figlio è qualcosa che sposta la vita in un angolo inimmaginabile prima; un angolo che non esisteva" pag 105
"Così posso ammettere in maniera definitiva, grazie all'ultima e più eclatante - ma non necessaria - prova che il mio immaginario erotico è elementare, di primo grado - una specie di modello base: l'immaginario erotico del maschio meridionale, il punto più basso della scala evolutiva della contemporaneità, probabilmente." pag 125

"C'era amore dappettutto"
L'ultimo lavoro di Gipi è bellissimo.

Un tempo andavo al cinema. Del resto un tempo non cambiavo i pannolini e non sapevo tutto (ma proprio tutto) sull'omogeneizzazione delle verdure biologiche.
In ogni caso per ricordarmi di quei tempi là, negli ultimi 3 mesi sono andato per ben tre volte al cinema, e dato che sono - come chi mi conosce sa bene - ossessivo maniacale, non posso esimermi dal ricordarmelo sul blog (perchè io so benissimo che nel 2035 cercherò i miei commenti sui film che mi sono visto 20 anni prima al cinema). Quindi per non deludere il sessantenne che è in me in questo scorcio di 2008 ho visto al cinema:

Bellissimo, ma proprio che non sembra un film italiano
Temevo peggio, e invece non era male

Temevo molto peggio, ma si faceva guardare. E mi sono innamorato di Mélanie Laurent, che pi ditemi quale professore non si innamorerebbe di una delle ragazze più belle di Francia
"Non avevo mai giudicato così severamente un adulto in vita mia - né i miei genitori, né Alvin e neppure lo zio Monty - non avevo capito, fino a quel momento, come la sfacciata vanità di certi perfetti idioti possa avere un'influenza decisiva sulla sorte di altre persone." pag 223
"Il nuovo ragazzo del piano di sotto non sarebbe stato più facile da diferire di quello prima di lui, e fu allora che decisi di scappare un'altra volta. Ero ancora troppo indietro con la gente per capire che, a lungo andare, nessuno è facile da digerire, e che io stesso non ero facile da digerire." pag 360

"Nel paio d'ore che mi riuscì di dormire feci un sogno orribile: il duce aveva stretto un patto fatale con la Germania nazista. Per l'inattesa piega degli eventi, gli angloamericani avevano scaricato tonnellate di bombe sulle città italiane e la rovina di Hitler era stata anche la nostra." pag. 113
Baldini Castoldi Dalai, pp. 518, € 19,50

"Non aveva mai pensato di essere qualcosa di più di un normale essere umano, uno che avrebbe dato qualcunque cosa perchè il suo matrimonio durasse tutta la vita. Invece il matrimonio diventò la sua cella carceraria, e così, dopo molti tortuosi pensieri che lo assorbivano mentra lavorava quando avrebbe dovuto riposare, cominciò spasmodicamente, tormentosamente, a cercare una via d'uscita. Non è ciò che avrebbe fatto un normale essere umano?" pp24-25
"Ma è impossibile rifare la realtà,- disse lui sottovoce, strofinandole la schiena e carezzandole i capelli cullandola dolcemente tra le braccia.- Devi prendere le cose come vengono. Tener duro e prendere le cose come vengono. Non c'è altro sistema." pag 55
"Cosa avrebbe potuto fare, di diverso, che l'avrebbe reso più accettabile, tranne ciò che non poteva fare, cioè continuare a essere sposato e a vivere con la loro madre? O lo capivano o non lo capivano; e tristemente per lui (e per loro) non lo capivano. Così come non avrebbero mai potuto capire che lui aveva perso la stessa famiglia che avevano perso loro." pag 66

Come i miei 4 lettori abituali* si ricorderanno io catalogo i libri che leggo fino in fondo. Come l’anno scorso e come per i film, ecco il post riassuntivo.
Nel 2007 ho letto 19 romanzi**
Di questi 19 romanzi 8 sono italiani, 10 anglosassoni (7 statunitensi, 3 inglesi , 1 indiano), e 1 francese.
4 sono editi da Einuadi, 4 da Mondadori, 3 da Feltrinelli, 2 da Rizzoli, 1 ciascuno da Laterza, Frassinelli, Sperling, Bompiani, Meridiano Zero e Instar Libri
6 li ho giudicati bene o male insufficienti, e tra questi tre davvero brutti, quindi preferisco non parlarne.
Per quanto riguarda gli alti, a cinque ho dato
Per entrare nel dettaglio, quest’anno c’è stato il ritorno il libreria di Wu Ming e, finalmente dopo 5 anni Valerio Evangelisti ha pubblicato un nuovo romanzo di Nicolas Eymerich.
Entrambi i libri sono stati, in modo diverso, una delusione. Manituana, e lo dico da Giapster con profondo dispiacere, è un libro sostanzialmente noioso. Ne La luce di Orione sembra abbastanza chiaro che Evangelisti è ormai stanco del suo personaggio. Peccato, comunque grazie lo stesso, Valerio.
Gli altri 3,5 sono un libro di Stephen King, uno di Forsyth (comunque due bei romanzetti da spiaggia e in Forsyth c'è sempre un grandissimo lavoro di ricerca e documentazione) e il sorprendente Actarus, la vera storia di un pilota di robot, a cui probabilmente darei anche 4 e che ho consigliato molto in giro. In sostanza l’autore, Claudio Morici, prende uno dei personaggi simbolici della mia (nostra) infanzia e lo descrive come un disadattato, in un mondo non suo. Ma soprattutto, e qui sta la bellezza del romanzo, così facendo riesce a parlarci del presente, della guerra in Iraq, del terrorismo, dell’alienazione, della solitudine.
I 4 sono, scusate la ridondanza, 4.
L’interessante romanzo inchiesta di Francesco Piccolo, che è uno dei miei scrittori preferiti e persino i film per i quali collabora alla sceneggiatura in genere non sono malvagissimi, l’ultimo di Douglas Coupland che è un genio e non si discute. American Tabloid di Ellroy non lo scopro certo io e l’ultimo di Jonathan Coe, che per la prima volta cerca di non essere troppo politico e di raccontare una storia. Un bel libro dopo il deludente Circolo Chiuso, solo che, come tutti i libri di Coe ha un finale triste.
Tre 4,5. La strada di McCarthy, secondo Nick Hornby il romanzo più angosciante mai scritto, di cui ho parlato qui. Mattatio n.5 o la crociata dei bambini di Kurt Vonnegut, morto pochi giorni dopo che io avessi finito il suo libro****, non so bene perché non sia un 5. Probabilmente perché mi sono sbagliato o volevo fare il figo, sicuramente il romanzo più bello che ho letto quest’anno, una storia sull’autodeterminazione, il libero arbitrio e la guerra. Poi in mezza giornata ho letto questo romanzo sul basket di Emilano Poddi, dal titolo Tre Volte Invano, per il quale è scattata l’immedesimazione totale, come non mi capitava da anni. E’ senza dubbio il più bel libro sul basket che io abbia mai letto, tutti quelli che giocano a basket dovrebbero leggerlo. Purtroppo le due cose (giocare a basket e leggere) spesso non vanno di pari passo.
L’unico 5 di quest’anno è stato Le Correzioni di Franzen, quarantenne talento statunitense, che spero ci regalerà tanti romanzi in futuro. Un signor libro, complesso, coerente, divertente, sorprendente, insomma il romanzone che piace a me e che infatti l’autore ha impiegato una decina d’anni a scrivere.
Insomma anche quest’anno ho alzato la media di lettura italiana, nel 2008 vorrei esplorare territori da me meno conosciuti, per esempio scoprire qualche bel romanziere arabo o cinese, anche se sojo certo che alla fine qualche bel mito mondatori a 6 euro ci scapperà sempre.
* non è un modo di dire, sono proprio 4, anzi siete 4. Ciao!!
** ricordo che, anche per quest’anno – ma forse cambio nel 2008- sono esclusi i fumetti, i saggi e tutti i libri che abbiano la parola economia dentro.
*** inoltre ho speso parte delle mie vacanze estive a scalare Underworld di DeLillo e mi sono arreso verso pagina 450
**** Non credo ci sia un nesso, ma non si sa mai e quindi uno sguardo all’autobiografia di Berlusconi ce lo do.
Come l'anno scorso, a futura memoria:
13 volte al cinema: obiettivo minimo non raggiunto, ma per ovvi motivi. 6 volte al Filangieri, 2 volte a Roccaraso, 1 volta al Plaza, all'America Hall, al Warner, al Vittoria e a Procida.
5 film italiani, 4 statunitensi, 2 francesi, 1 finlandese e 1 giapponese
A parte Cagliostro. che è fuori classifica, mi è piaciuto un solo film e la maggioranza è una scelta di compromesso e i film che sarei voluto andare a vedere in sala non li ho visti e li ho recuperati dopo su dvd (prossimamente un post su alcune cosette viste su dvd, veramente belline)
In ogni caso il mio classificone 2007 è il seguente
Fuoriclassifica: Cagliostro
Mi è piaciuto: Mio Fratello è Figlio Unico
Mi sono quasi piaciuti pur essendo noiosi: Centochiodi, Le Luci della Sera
Non mi hanno fatto schifo: Michael Clooney, Lezioni di Volo
Non mi è piaciuto: Simpson il Film
Facevano Schifo: L'Arte del Sogno, La Voltapagine, Saturno Contro
Mi sono vergognato di essere in sala pur essendo film di Roccaraso: Un Ottima Annata, L'Amore Non Va in Vacanza
E' una vergogna ci siano film così e la gggente è talmente stupida e ignorante che se li va a vedere, esce dalla sala che non si è neanche resa conto di essersi visto un film vergognoso, si lamenta della munnezza e poi continua a votare placidamente per le stesse lobby di potere: Giorni e Nuvole
Obiettivi per il 2008: riuscire ad andare al cinema
"Eravamo tutti '74 o '75, in quella fase della vita in cui ti battezzano come un vino o come le reclute, e anche una differenza di mesi ha la sua importanza. Se eri un settembre '75, potevi permetterti di essere meno forte di un marzo, e figuriamoci di un '74. Per noi il mondo era tutto in quei due anni. Esistevano altre generazioni certo, ma si allenavano dopo di noi e facevano campionati diversi dal nostro. Per dire, i '73 avevano già i peli sul petto. E i '76 venivano in palestra accompagnati dai genitori." pag.10
"Quando avevo tre anni mia madre sistemò su una specie di tavoletta ventuno formine colorate in fila. La capovolse e contrariamente a tutto ciò che avevo capito del mondo le formine non caddero per terra. Mi spiegò che quella era una lavagna magnetica, e le formine le lettere dell'alfabeto. Mi disse che ci potevo giocare, se volevo. Un bel giorno ho smesso di stupirmi del fatto che le lettere non cadessero per terra. E ho smesso di stupirmi anche di molte altre cose. Ma di ciò che si può combinare con un pallone da pallacanestro in mano continuavo e continuo a non farmi capace." pag. 84
"E adesso ti dico, mamma, cose che sicuramente già sai (...) Ma voglio dirtele perchè si tratta proprio delle altre cose di cui mi parlavi tu quella sera di molti anni fa, seduta sul mio letto, le cose che si trovano fuori dal campo di pallacanestro e che secondo te vale la pena di vivere. Come sai sono sposato da quattro anni con una ragazza che ho conosciuto all'università nel periodo della tesi. Non nego sia stato bello incontrarla e poi conquistarla, pensa che per riuscirci le ho anche scritto una poesia in sestine arnaldesche (...) Valeria si è illumianata poi mi ha stamapto un bacio sulle labra. (...) Quando abbiamo fatto l'amore per me era la prima volta, e per lei anche, o in ogni caso come se lo fosse. Poi per festeggiare l'evento mi ha preparato una ciambella di cioccolato, ce la siamo mangiata insieme sul letto, nudi. Sono queste le cose che intendevi quella sera mamma? Beh, allora forse è il caso che i osospensa questo mio racconto per precisare che ho fin qui selezionato avvenimenti di indiscutibile rilievo, ma l'emozione che ho provatonel viverli rimane ben lontana da quella che, tanto per dirne una, ti travolge quando scocchi l'ultimo e determiante tiro di una finale di interzona, e mentre sei ancora in sospensione vedi la retina che si gonfia, proprio sul filo della sirena, e a gonfiarla sei stato tu. Non dico più bella o più brutta, mamma. Dico solo che secondo me nessuna delle cose che ti ho raccontato si avvicina a quell'intensità, non esiste niente di simile a quella forza vibrante, nessun primo bacio, nessun componimento poetico provenzale, nessun dolce al cioccolato può reggere il confronto, dammi retta mamma, il basket è un altra cosa. Sono malato?" pp. 161-162

"Dopo la peste si diffuse l'idea errata che lo Stato fosse inefficiente per definizione, rispetto ai proprietari privati. Così a Costantinopoli caddero in disuso le corporazioni sotto il controllo dell'imperatore. Ognuno fu lasciato libero di commerciare ciò che voleva, a suo arbitrio. Smisero le ispezioni nelle campagne. Così gli arconti, spesso legati ai turchi, si arricchirono enormemente grazie all'evasione delle imposte e a speculazioni terriere. (...) Si passò dalla leva a costosi mercenari e in breve il debito dello Stato salì alle stelle." pag 205
"Nel caso della scuola temo che molto sia dipeso dal prevalere dell'arte della retorica e soprattutto della schedografia sulle altre scienze, matematica ed astronomia in primis. (...) Consiste nell'esprimere tesi e concetti col minor numero di parole e di difficoltà grammaticali. Il risultato sono frasi incomprensibili, fatte di monosillabi. Nessuno capisce più cosa dicano i nostri retori." pag 228

Veramente un film inutile

Questo fine settimana a Castel Sant Elmo, rassegna sul cinema coreano, cinematografia che sta al cinema dell'ultimo decennio come la Toscana sta al rinascimento. La retrospettiva e quindi il regista ospite è nientepocodimeno che Bong Joon-Ho. Ora o non sapete chi è, e quindi la vostra vita è un po' piu' triste di quanto potrebbe essere, o sapete chi è, avete capito il titolo del post e da venerdì ci vediamo in sala.
Qui sotto i trailer dei 3 diversissimi film del regista.
La prima conseguenza positiva della mia appena acquisita vomeresità* è l'essere tornato al cinema, e addirittura a vedere un film con attori in carne e ossa, e nientepopodimeno che allo spettacolo delle 22.30 di venerdì. Probabilmente l'ultima volta che ero stato al cinema alle 22.30 di venerdì avevo i capelli lunghi, pesavo 10 chili in meno ed ero incredibilmente affascinante. Poi per fortuna si migliora.
In effetti avevo delle perplessità ad andare a quello spettacolo perchè si sa, il venerdi in sala ci sono solo cuozzi o subnormali, e a me poi tocca litigare con tutti quelli nei miei paraggi, e una di queste volte mi sa che qualcuno che mi picchia davvero lo incontro. E guarda un po' l'altra sera dietro di me si siedono le solite due coppie di subnormali (che poi il venerdi si esce in multipli di due) che per fortuna i cuozzi erano stati tutti calamitati da Ratatouile in sala 1, con uno che fa lo splendido per far ridere la fidanzata dell'amico, che era chiaro che ci stava provando e ad un ceto punto era davvero più interessante seguire le dinamiche di coppia dietro di me con A che sta con B e C che sta con D , A ci prova con D, C non dice una parola, suppongo rassegnato alla zoccolagine di D, e B che non capisce nulla del film, ma proprio nulla e chiede ad A spiegazioni, ma A è troppo impiegato a fare lo splendido con D.
Per fortuna verso la metà del primo tempo tutti si addormentano. Ma tutta la sala intendo, e restiamo io e George Clooney, che fa il solito pseudo eroe romantico, avvocato segnato dalla vita che sta con i cattivi, ma in realtà si capisce vorrebbe redimersi e, se proprio non gli fanno mettere una penna sfera nella gola di un bambino che sta morendo soffocato fuori un tunnel di notte a Chicago, almeno vorrebbe stare coi buoni.
Comunque il film se po' vedè.

* La successiva sarà spendere centinaia di euro alla FNAC in inutili gadget per computer e macchina fotografica
"-Grande Gundam! Come va? -Qullo era il Grande Mazinga, fratello. Qui tutto bene, Actarus. Che mi dici, amico? -(...) - Mi chiedevo ad esempio, ti capita mai di stancarti di essere Gundam? - Stancarmi? Che intendi amore mio? Se mi stanco mi sparo un fialone di anfetamina endovena e sono pronto a far saltare le cervella a questi ridicoli burattini chiamati nemici. Ieri a uno gli ho messo la pistola nell'orecchio. Lo sai che non risbuca dall'altra parte? devono avere dei transistor che fanno attrito, il proiettile si ferma in mezzo. Sento come un suono un tin tin una figata, giuro. -Intendevo tutt'unaltro tipo di stanchezza...Ad esempio non ti è mai venuto in mente che...che non può essere tutto qui? Cioè, che c'è dell'altro, magari potremmo vivere in modo diverso... - Actarus? -Si? - Sei diventeto frocio?" pag. 183

Il film dei Simpson in effetti è un po' una delusione, ma la citazione di questa puntata del 1990 in una delle scene finali è quel simpatico ammiccamento che piace tanto agli esperti*. E con questo ho detto tutto quello che si può dire sul film dei Simpson.

*E quando dico esperti intendo i 3 sfigati che l'hanno colta.
"Scordatelo, Terry. Nessun occidentale può passare per arabo in mezzo agli arabi." "Mio fratello si." ribattè Martin. Se avesse potuto tagliarsi la lingua subito dopo quelle parole l'avrebbe fatto. Ma aveva ragione. Ben Jolley grugnì, lasciò cadere l'argomento e si concentrò sui primi sobborghi di Washington. Nessuno dei due uomini nella parte anteriore della limousine, al di là del vetro, fece il minimo movimento. Il professore tirò un sospiro di sollievo. Se c'era qualche microfono nell'auto, doveva essere spento. Si sbagliava.
I Miti Mondadori, pp.397, € 6.00

Prima di prendere sonno rimase sveglio a lungo. Dopo un po' si girò a guardare l'uomo. Il suo volto rigato di nero dalla pioggia alla debole luce della lampada, come certi teatranti del vecchio mondo. Ti posso chiedere una cosa?, disse. - Sí. Certo.- Noi moriremo? - Prima o poi sí. Ma non adesso.- E stiamo sempre andando a sud.- Sí.- Per stare piú caldi.- Sí.- Ok.- Ok cosa?- Niente. Cosí.- Adesso dormi.-Ok (pag.8).
- Hai tanto freddo? - Sto bene - Il bambino si stese e gli appoggiò la testa in grembo. Dopo un po' disse: Quella gente la ammazzeranno vero?- Si - Ma perchè lo fanno? - Non lo so - Se li mangeranno, vero? - Si - E noi non li potevamo aiutare altrimenti avrebbero mangiato pure noi. - Si. (pag 97)
